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08/05/15

C'è qualche problema, amico?



Che cos'è un problema? Dove comincia? Nel momento in cui un punto interrogativo conclude una frase? Oppure molto prima, quando un vago prurito invade la coscienza, costringendola ad orbitare sempre più spesso intorno ad un punto cieco, fino a che l'incoerenza non trova la sua strada attraverso il linguaggio, e diventa una domanda (una specifica fra le tante domande che potrebbe indifferentemente diventare)

Che cos'è un problema? Una disfunzione? L'assenza di un obiettivo? Qualunque cosa costringa un essere vivente a muoversi? Quale definizione ne darà lo spettro pieno?

Un famoso personaggio di un film molto amato si presentava dicendo: "Sono Wolf, risolvo problemi". Non è forse vero di ciascuno di noi? Non è forse altrettanto vero l'esatto contrario, che ognuno di noi non fa che produrre incessantemente problemi, e innanzitutto il problema costituito per ciascuno dalla propria esistenza individuale?



Per qualche motivo, sembra che molte poche persone si fermino a considerare che cos'è un problema, di questi tempi. Molte più persone sembrano impegnate a trovare problemi e risolvere problemi. Propri od altrui. Il concetto stesso di problema, problematicità eccetera è sottoposto ad un tale superlavoro che è straordinario come riesca ancora a reggere. Al di sotto di una opacità necessaria, esso comprende territori alieni gli uni agli altri, autorizza - nella forma di un etimema efficacissimo - una circolazione inedita di senso.

Tanto più interessante risulta la serie dei luoghi comuni relativi al concetto di problema.
In primo luogo: la correlazione problema-soluzione. In questo senso, un problema è una deviazione, una malformazione, uno sviluppo aberrante, l'esito di un errore. La correzione del problema permetterà il ristabilirsi di una normalità serena e funzionale.
(L'attività umana nel suo insieme può essere vista come una progressiva eliminazione di problemi tendente alla beatitudine, a patto che si sia disposti ad accettare come articolo di fede la felicità come stato archetipico primigenio, autenticamente umano e recuperabile attraverso correzioni dell'esistente.)

In secondo luogo: la correlazione di un problema con una certa zona della realtà. Questo è un mio problema, un tuo problema, un nostro problema eccetera. Ad ognuno, in questo senso, spettano di diritto (e di dovere) alcuni problemi e non altri.



Le due osservazioni di cui sopra bastano a definire in maniera grossolana una contraddizione cardine: il fatto che un problema sia una deviazione dalla norma, da un procedere altrimenti indisturbato degli eventi, implica che vi sia in effetti una norma da ristabilire. Basterà eliminare qualcosa - la dieta a base di carne? Il capitalismo avanzato? Le scie chimiche? Il vizio del fumo? I gufi? I Black Block? I poveri? - e il resto tornerà a funzionare.

Dall'altro lato, la specificità geografica che assegna ad ogni problema un suo spazio, e ad ogni spazio i suoi problemi può essere interpretato in due modi:
1) i problemi hanno estensioni differenti, ciò che per me costituisce un problema è assolutamente irrilevante dal tuo punto di vista (non costituisce un problema).
2) L'attuale stato di cose è caratterizzabile come problema solo a partire dagli effetti che ha in un certo luogo, o relativamente ad un certo punto di osservazione. Una prospettiva diversamente localizzata, tuttavia, può individuare quello stesso stato di cose come l'assenza di un problema.

Immagina uno stato florido, che importa merci prodotte a bassissimo costo in un altro paese, ed esporta rifiuti da seppellire a basso costo nello stesso paese. Tale stato florido vive una normalità localizzata, a spese altrui. Il paese nel quale i sindacati sono crudelmente repressi e l'acqua avvelenata, allo stesso tempo, ha un problema. Il primo paese, quello florido, afferma per bocca dei propri rappresentanti di volere (e dunque potere) risolvere il problema: dopo tutto, basta osservare il paese florido per convincersi che i suoi abitanti, che hanno raggiunto una certa felicità e una normale e pacifica esistenza, hanno ben saputo risolvere i loro problemi.
Vedi la contraddizione? Dove inizia il problema? Che cos'è un problema?

Non essere ingenuo: un problema non è una cosa, che può essere eliminata o delimitata, è quì, è lì. Un problema è un particolare modo di relazione fra un essere vivente ed il suo intorno - formato da altri esseri viventi.

Nel caso in cui un mio problema sia risolvibile solo al costo della creazione di un problema per te, i nostri sforzi per la trasformazione della realtà andranno in direzioni diverse. Questo io lo chiamo: avere un nemico. Il genere di interazione che si verifica in questo caso è di necessità violento: di una violenza più o meno dichiarata, più o meno sublimata, più o meno istituzionale, ad ogni modo necessaria.

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