12/07/16

Come diceva quello

Non ti agitare
Va tutto bene
Fuori di qui treni deragliano, sistemi collassano, offerte d'amore vengono fraintese, urla di dolore vengono soffocate - sai com'è, la gavetta, ci sono passati tutti...

Tu come ti poni, per esempio, rispetto all'alienazione?
Io bene grazie.

Ieri ho incontrato un compagno, ha provato a vendermi un giornale. Il suo sorriso era compiutamente professionale, acceso o spento a seconda della proiezione di probabilità di acquisto.

Come se bastasse dire "alienazione", amici.
Come se bastasse definire: separazione del lavoratore dai propri mezzi di produzione.
Come se avessimo marcato stretta questa nozione di "mezzo di produzione", come se non si fosse evoluta a velocità differenziali proprio sotto il nostro naso.

Non ti preoccupare, però.
Sto qua io
Andrà tutto bene.

Forse sarebbe bene fare tutto il contrario. Un "mezzo di produzione" è ovunque può inserirsi una mediazione, una separazione fra un pezzo e un'altro del processo, di modo che tale separazione risulti organica al processo stesso.

Esempio: catena di montaggio. Diverse operazioni vengono separate per poterle affidare a diversi individui, e poi riconnesse nell'articolazione di uno spazio fisico, di un apparato industriale.

Alienazione è essere un pezzo, sempre e solo un pezzo di qualcosa. Senza feedback sulla riorganizzazione generale.
Non fraintendere: essere divorati e ricompresi in un insieme trascendente (Noi! Il partito! La civiltà occidentale! La Filosofia! La millenaria tradizione dei Padri!) non è privo di esaltante intensità. Eppure, il ritmo della Rivoluzione Tecnica Permanente dribbla costantemente tali forme di riconnessione.
L'azienda è una grande famiglia? Ci credi sul serio?
No.
Nemmeno io.
Brava.

Alienazione è produrre e godere su scale diverse. Produrre insieme, godere da soli.
ecco che l'intuizione confusa di tale disparità produce tensioni opposte:

Produrre da soli, godere da soli: l'artista, il titano, il grande innovatore. Colui che giustifica d'un colpo il suo ruolo insostituibile.

Produrre insieme, godere insieme: nessuno spazio per l'individuazione, qui. tutti fanno la stessa cosa. Vergognoso è riconoscere che ognuno fa la stessa cosa PER SUO CONTO, una copia di una copia di una copia nel tentativo disperato di connettersi in una roba unica.

Tu, per esempio, come ti senti rispetto all'alienazione?
Non ti sto chiedendo se sei alienato. Lo sei. Come lo sono io.
Non ha niente a che fare con quanto guadagni o quanto sinceramente gioisci. Non c'entra con l'essere sul punto di saltare dal settimo piano o la quantità di scopate mensili.
Però, suvvia...
Ci sono passati tutti, non credi?

Non odiare il tuo capo. La regola dice che egli deve SEMPRE essere più alienato di te.
Non è motivo per volergli bene, tuttavia.

Spero tu stia bene.
Non è vergogna, essere esattamente identica a tutti gli altri. Avere gioie qualunque.
Neppure fottersene e fuggire, però.
Dopo tutto, il potere non esiste, se non come controindicazione, disfunzione, effetto collaterale.
Come tutto il resto, d'altronde.

Saluti,

L.

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